CONSIGLI DELLA SETTIMANA

cLOUDDEAD - cLOUDDEAD
Io odio l'hip-hop. Ma questo non lo è, almeno non nei contenuti: "destrutturazione del suono", ecco cos'è. Ogni traccia, divisa in due parti, è un puzzle dai mille contorni, per nulla lineare. Dimenticate il quadrato, il rettangolo: "cLOUDDEAD" è del tutto fuori dagli schemi, lontanissimo da ogni geometria strumentale preconfezionata o studiata ad hoc. E poi il rap, che rap: fraseggi schizoidi, inframezzati da litanie nasali e volutamente "lo-fi". Trasudano malinconia le loro voci; un tappeto (volante) intrecciato di alienazione e senso di "non-appartenenza": adatto in nessun luogo, in nessuna compagnia, in qualsiasi momento.

CALLA - TELEVISE
Finalmente un alternative-rock poco studiato, parecchio sentito: accordi simil "slow-core", ritmiche dilatate e una voce, quella di Valle, splendidamente imperfetta: corde vocali pizzicate con velata tristezza, quasi fosse troppo doloroso esporre la voce al distacco triste e corrosivo dei loro brani: si apre il "walzer" della tensione emotiva. Non mancano vibrazioni psichedeliche e sperimentalismi elettronici che si infrangono su una parete di montagne, echi forse dei lontani-vicini Radiohead. Ecco, i Calla (trio texano) possono essere considerati come gli evolutori del rock formato-canzone, i pensatori (e i realizzatori) di un genere musicale che ha ben poco di "roccioso" e davvero molto di "crepuscolare".

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